Falconeria, tradizione secolare

Falconeria, tradizione secolare

Nel 2010 la Falconeria è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
 
La Falconeria è l’arte della caccia con il falco. Ha origini molto antiche; le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. e provengono da un’area dell’Asia Centrale compresa tra Cina e Mongolia. Da qui il flusso di diffusione della falconeria ha seguito due direttrici principali: una che portava verso l'Europa, e l'altra verso l'Asia minore.

Per quanto riguarda l'Italia, la Falconeria è giunta attraverso due strade: dalla Sicilia, ad opera degli arabi e normanni, e dalla Germania. Primo cultore normanno della Falconeria in Sicilia è stato Ruggero II, ma anche Federico Barbarossa fu un ottimo falconiere.

Il massimo esponente, però, della Falconeria italiana è stato Federico II imperatore del Sacro Romano Impero (1194-1250), nipote di Federico Barbarossa. Imperatore di fertile intelligenza, scrisse uno dei migliori trattati di Falconeria sui temi etologici e naturalistici riguardanti i volatili in genere ed i falconi in particolare: il "De Arte Venandi cum Avibus". L'importanza di questo libro per la Falconeria è tuttora molto elevata. L’idea di Federico era che il Falconiere praticasse questa attività non per il carniere, ma per addestrare il suo falco meglio degli altri e per farsi onore durante la caccia.

Nel Medioevo e nel Rinascimento la falconeria non rimane prerogativa dei signori e delle dame, ma comincia ad essere praticata anche da vescovi ed abati.

La Falconeria ha avuto nella vita delle casate più illustri, per lo spazio di circa quattro secoli, un'importanza quale oggi sarebbe difficile da immaginare, poiché niente vi è di simile nei nostri costumi moderni.

Oggi la Falconeria non è più prerogativa di una determinata classe sociale. L'unica cosa richiesta è il rispetto dell'animale ed una accurata conoscenza delle sue esigenze nonché una profonda passione radicata nella coscienza.

L’essenza dell’addestramento in falconeria, come ci insegnano i maestri falconieri di Oltremare, risiede nell’avvicinamento tra uomo e rapace per cui si basa su fiducia ed amicizia.

Nulla viene insegnato all’animale che non sarebbe già in grado di fare in natura; è necessario fare in modo di essere per lui più interessanti di ciò che lo circonda e questo lo si ottiene con l’aiuto di strumenti che simulano delle prede reali. Solo l’abilità dei falconieri e l’amicizia tra loro e i rapaci può trattenere questi imprevedibili volatori dall’andare via.

Un filo invisibile pare esista, che lega falconi e falconieri. Il filo invisibile può spezzarsi in qualsiasi momento, basta una mossa sbagliata, un rumore strano, un colpo di vento forte e l’incantesimo svanisce. Questi animali sono e rimangono selvatici, pronti a scappare al minimo segno di pericolo.
Lo straordinario di quest’arte è appunto riuscire a dialogare con degli uccelli che sono emblematicamente tra i più selvatici e liberi del pianeta.

 
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