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TERRE D’ACQUA

Oltre le paludi

L’ecosistema lagunare del Delta:
preziose zone umide create dal fiume Po,
un ambiente ricco di storia e di natura.

STORIA

Terre dal Mare

5 milioni di anni fa l’attuale Pianura Padana faceva parte di un ampio golfo marino.
I cambiamenti climatici e i movimenti tettonici hanno modellato questo ambiente fino a raggiungere con le acque un equilibrio dinamico.

I nostri antenati

Tracce d’insediamenti umani nella Pianura Padana risalgono a circa 40.000 anni fa, ma è nel periodo Neolitico (circa 5.000 anni fa) che l'uomo inizia lentamente a plasmare l'ambiente, utilizzando, ad esempio, legname per costruire le prime palafitte.

La bonifica

Per la loro conformazione geologica le terre attraversate dal Po sono molto fertili: fin da tempi remoti l'uomo ha lottato con paludi e piene fluviali per ritagliare spazi da destinare all’agricoltura.
Nel Cinquecento, grazie a macchine idrauliche, iniziarono opere di vera e propria bonifica che continuarono fino all'Ottocento.
La bonifica ha permesso di sanare ambienti infestati da insetti dannosi per l'uomo. Ancora oggi le zanzare, che veicolano malattie come la malaria, risultano un problema. Per questo è importante la ricerca scientifica sul loro ciclo biologico, promossa da VAPE, tramite la sua fondazione, che ha iniziato una collaborazione con Oltremare.

Terre d'acqua

Paesaggi lagunari

Nonostante tutti gli interventi umani, la caratteristica principale del paesaggio lagunare rimane la vegetazione a canneto che si flette al vento. Le canne sono un naturale rifugio per gli animali e un prezioso materiale per l'uomo.


L’UOMO E IL FIUME

I Casoni

Esempi di utilizzo, da parte dell’uomo, di materiale naturale sono i Casoni: costruzioni in legno con il tetto di canne, tipici dell’ambiente fluviale padano, con funzioni di rifugio e deposito degli attrezzi di lavoro. Ai Casoni era quasi sempre associata una bilancia da pesca per la cattura di pesci.


Il Mulino

La forza dell’acqua era, un tempo, un motore prezioso per le attività umane e la ruota del mulino era lo strumento per catturare tale potenza. I mulini ad acqua, luoghi dove si lavora il legno, la farina o i tessuti erano anche rifugi per animali selvatici soprattutto per i rapaci, specialmente quelli notturni come gufi e barbagianni.


Le arnie

Vicino ai corsi d’acqua, la vegetazione è più rigogliosa e insetti industriosi come le api, possono prosperare. L’uomo approfitta della complessa organizzazione sociale e dell’abilità architettonica di questi insetti per ricavare materiali preziosi come miele, cera e pappa reale.


Pescicoltura

Le aree deltizie sono zone ideali per l’allevamento di specie ittiche e hanno dato origine a vere e proprie economie locali. Specie allevate con successo includono Anguille e Cefali. Molti sono gli attrezzi tradizionali utilizzati per pescare in laguna, ad esempio i “cogolli”, e gli strumenti per mantenere fresco il pesce, un esempio le “marotte”.


Birdwatching

Le specie di uccelli censite nell’area del Delta del Po sono circa 300 e si suddividono in stanziali, che stazionano cioè nella zona lagunare tutto l’anno e migratori, che fanno solo tappa nell’area durante i loro lunghi viaggi. Il Delta è quindi un punto privilegiato per l’osservazione della fauna ornitologica: celati dietro schermi di canne o abbarbicati su alte torrette, gli appassionati di Natura possono assistere a voli e tuffi degli uccelli lacustri.


Fattoria

La storia del fiume è anche la storia dell'uomo.
La fertile pianura creata dalle acque è stata, nel susseguirsi delle epoche storiche, modellata per far posto a coltivazioni e allevamenti che hanno come punto di partenza la Fattoria, casa dei contadini e ricovero per gli animali.


GLI ANIMALI

Anfibi

Gli Anfibi, come tritoni, rospi e rane, animali difficili da avvistare, sono estremamente utili nell'ecosistema fluviale, ad esempio per il controllo degli insetti nocivi. Purtroppo inquinamento e progressiva diminuzione delle zone umide pongono questi animali tra i più esposti al pericolo di estinzione.


Rettili

Le Testuggini palustri vivono fra l'acqua e la terraferma. Si nutrono di molluschi, uova di uccelli acquatici, pesci, anfibi e insetti. Le specie endemiche sono purtroppo pericolosamente minacciate per la proliferazione di testuggini “esotiche” importate a fini ornamentali e impropriamente rilasciate in natura.

Insetti

Tra gli Insetti presenti nel Delta, le Farfalle sono senz'altro le più appariscenti. Sono tra le prede più ambite da uccelli, anfibi e rettili. È facile vederle sui profumati fiori della Buddleia.


PESCI

Anguilla

L'Anguilla si trova un po’ dovunque grazie alla sua capacità d'adattamento: è in grado, ad esempio, di strisciare per alcuni tratti sulla terraferma chiudendo ermeticamente le sue fessure branchiali.


Storione

È una delle specie ittiche più a rischio. Può raggiungere i 2 metri di lunghezza e i 200 kg di peso. Come il Salmone da adulto vive in mare, per riprodursi ritorna negli ambienti fluviali.

La Carpa

Dopo lo storione è il pesce che raggiunge la taglia più grande in Italia, fino a 130 cm e 30 kg.
Possiede due paia di corti barbigli. È una specie non indigena in Italia ma si è da tempo naturalizzata nei tratti fluviali stagnanti.

Terre d'acqua

UCCELLI

Cicogne

La Cicogna grazie alle sue lunghe zampe è un uccello adatto agli ambienti palustri dove trova alcune sue prede: rane, crostacei, molluschi, lombrichi. Il suo caratteristico nido è costituito da una piattaforma di rami su alberi o alti camini.


 

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