“OLTREMARE SI RACCONTA”
Oltremare visto da dentro: curatori, biologi, responsabili dei dipartimenti…la ciurma racconta la vita nel/del Parco.
Tutto fatto caro Fattore?
Una giornata insieme a Federico Meo, Responsabile della Fattoria e degli animali presenti in Darwin e nell’area del Delta del Po di Oltremare.
Nel silenzio del primo mattino si sente un gallo che canta: proviene da una sveglia tutta colorata.
Federico apre gli occhi; è il momento di cominciare una nuova giornata.
Non è l’inizio di un romanzo ma quello di una giornata di lavoro in uno dei percorsi di Oltremare:
Federico è il Responsabile della Fattoria e degli animali del Delta e di Darwin.
Arrivato al Parco ci sono tantissime cose da fare, ma il primo pensiero va agli animali: bisogna compiere un primo giro perlustrativo per capire se tutto è in ordine.
Tutto ok? Bene, allora si ritorna in Fattoria e Federico, insieme al suo gruppo di lavoro, organizza la giornata.
Voilà, diventa subito operativo e come in un grande albergo di lusso comincia a servire la colazione agli animali.
Mentre la vasca delle anatre si va riempiendo un coro chiama Federico: sono Filippo e Richard i due asinelli di Oltremare, che avendo sentito i passi del nostro amico, reclamano a gran voce il loro pasto.
Cambio d’abito! Questa volta Federico diventa una colf e con paletta e guanti (e una dose non indifferente di pazienza) comincia a pulire la casa dei trenta piccioni. Il suo preferito? Beh, anche se tutti sono uguali, ci dice, sembra sia Shaft, l’unico piccione nero ad avere un posticino speciale.
Il giro continua tra istrici, caprette, corvi e altri amici animali.
Come in una corsia d’ospedale ogni giorno Federico e Lara, responsabile veterinario, effettuano controlli medici di routine.
Scoprire le più disparate esigenze e osservare i diversi comportamenti di tutti gli abitanti della Fattoria: è qui che risiede la difficoltà del loro compito.
Altro cambio d’abito! Il vestito da presentatore (non c’è che dire, è proprio un trasformista). C’è una relazione molto forte tra Federico e gli animali protagonisti di uno spettacolo divertente e educativo.
Microfono sulla posizione “ON” e tanta capacità di coinvolgere gli spettatori.
Betty, una cagnolina intelligente e maliziosa, rappresenta uno spezzone esilarante dello show. "E’ la mascotte della fattoria, certe volte abbiamo
l’impressione che sia lei ad addestrare noi…non il contrario”. Questi, i commenti su Betty di cui Federico è ovviamente innamorato.
“Mi definirei come un Naturalista.-Animatore per caso. Non è semplice parlare alla gente e nello stesso tempo avere un occhio agli animali. Il rapporto con le persone è però qualcosa di unico: la gente ritorna dopo mesi per sapere come stanno gli animali. E’ gratificante”. Sì, ne siamo convinti anche noi.
Lo spettacolo è coinvolgente ma adesso è ora di pranzo. Ci concediamo un attimo per ristorarci e parlare di emozioni. Mentre Federico addenta velocemente un panino, ne approfitto per fargli qualche domanda sui motivi che lo hanno portato a scegliere questo tipo di lavoro.
“Ho sempre voluto lavorare con gli animali, sin da quando ero un bambino. Ho seguito tantissimi programmi di volontariato e a 18 anni mi sono iscritto all’Università”. Scopro così che Federico si è laureato in Scienze Naturali e che del suo lavoro ha fatto un vero stile di vita.
Quante ore dedichi a questo lavoro-passione? “ Beh, in realtà tantissimo tempo. Non stacchi mai la spina perché ti affezioni a tutti gli animali. Solo quando sei sicuro che stiano bene allora ti concedi qualche divagazione. Se stanno bene loro, stai bene anche tu”. Capisco. Non è come timbrare i classico”cartellino” e poi, una volta fuori, voltare pagina.
C’è una specie (di animali intendo) che ti interessa di più rispetto ad altre?
“No, tutti gli animali mi piacciono indifferentemente. Ho fatto anche l’addestratore di Delfini, ho lavorato con diverse specie ma alla fine ti affezioni a tutte”.
Lancio un occhio all’orologio: pausa finita.
Dove si va adesso?
A dar da mangiare agli alligatori. Due volte alla settimana Federico nutre i due rettili ospiti di Darwin, il giardino dell’Evoluzione. Sono abituati a venire vicino alla spiaggetta quando vedono Federico con il cibo in mano…a bocca spalancata! Occasione buona per il controllo della dentatura e delle bocche dei due lucertoloni.
La giornata prosegue…
Federico ha visto crescere il parco Oltremare e quindi, ci confessa, un pezzo di sé è molto legato a questo posto.
Prima di salutarlo però mi lancio in una domanda personale: Dove andrai per le vacanze? “Non ho ancora deciso ma l’anno scorso ho passato le ferie in Germania a studiare alcuni animali esotici”
Insomma davvero dedito alla causa.
Secondo voi….ci mette passione in quello che fa?
Maglia verde, le sa tutte e ci racconta Oltremare
Visitare Oltremare. un gioco tra vero e falso.
Oltremare ore 9:45.
I ragazzi con la maglia verde (ANIMAL EXPERT) si preparano ad accogliere gli ospiti che aspettano davanti al cancello del Parco.
L’ingresso avverrà per le 10:00.
Si ride, si scherza, si sistemano le mappe che verranno distribuite ai visitatori.
Tutto in ordine?
Un occhio all’uniforme, uno sguardo veloce allo specchio per controllare i capelli e ricordarsi di sorridere: un sorriso è un buon biglietto da visita.
Vengono azionate le scale mobili e controllati i “percorsi”: Pianeta terra accoglierà presto un gruppo ed i suoi rumori e le sue meraviglie rimarranno vividi nella mente del pubblico. Darwin, il Giardino dell’Evoluzione, sarà fra poco lo scenario ideale per chi vorrà farsi catturare da un’avventura indietro nel tempo e i Cavallucci sorprenderanno gli occhi di grandi e piccini…..è ora, sono le dieci, si comincia!
Una famiglia di tre persone: madre, padre e il piccolo Luca nel passeggino. Hanno appena varcato la soglia e già il lungo Po svela loro che si tratterà di una giornata diversa dal solito…
Appena entrati, Luca viene subito attratto dagli spruzzi della fontana dei delfini; già, i delfini! “Ma dove sono quelli veri?”. Bisognerà scoprirlo subito. Così, il papà si reca da un ragazzo con la maglia verde al punto informazioni; il ragazzo ha sulla maglia un piccolo logo sul quale compare una scritta: “ANIMAL EXPERT”. E’rassicurante!!!
Di certo lui saprà dove si trovano questi simpatici giocherelloni: “Alla sua destra c’è l’ingresso della Laguna dove più tardi ci sarà lo spettacolo dei delfini. Intanto, se vuole può vederli dalla vetrata di Pianeta Mare”.
Benissimo, le scale mobili porteranno i nostri dove desiderano.
Una luce azzurra fuoriesce dalla galleria al piano di sotto e attira i visitatori come le lampadine attirano le falene. E’ Dalmazia, la vetrata che permette di sbirciare la vita dei dodici Tursiopi ospiti di Oltremare. Più a destra invece si scoprirà la vasca che ospita Mary G., la cucciola di Grampo.
“Hey! Ci sono anche qui dei ragazzi ai quali chiedere notizie sui delfini”. I più timidi aspettano che gli audaci si lancino in domande e osservazioni di tutti i tipi; dopo un po’ anche gli altri prenderanno coraggio. “Scusi, ma i delfini in inverno dove vengono trasportati? E poi: questi sono quelli di gomma, dove sono quelli veri?”
Scopriranno presto, grazie alle risposte degli esperti, che quelli che vedono sono i veri delfini di Oltremare e che l’acqua è mantenuta a una temperatura costante e quindi, non è previsto per loro alcun trasloco.
Ci sono tante altre cose da scoprire all’interno del Parco! La famiglia di Luca e gli altri visitatori si mettono in marcia verso Darwin, il Giardino dell’Evoluzione. Darwin ospita piante ed animali poco comuni per noi abituati alle città e ai palazzi. Occhi attenti potranno raccogliere informazioni sulla Natura e i suoi mutamenti nel corso di milioni di anni. Alcuni dovranno dissuadersi dal cercare gli ingranaggi che muovono gli alligatori all’interno del giardino e prorompere dicendo con fermezza: “Sono veri? Ma dai! Guarda che siamo adulti, non è facile prenderci in giro”.
L’ilarità si legge spesso sui volti delle “maglie verdi” che, con seria professionalità e a volte un briciolo di pazienza, sfatano i miti appena nati.
Tra vero e falso il viaggio prosegue.
Ma vince il vero anche nella mostra Hippocampus, il grande geoide in cui si possono osservare da vicino i pesci più bizzarri e curiosi di tutti i mari: cavallucci, pesci ago e dragoni… e sono proprio quest’ultimi che stupiscono e confondono, assomigliano incredibilmente a foglie ma hanno il nuoto elegante dei cavallucci.
Alla domanda: “scusi, dov’è la baia delle ragazze?”, la risposta non può che essere una: in realtà si tratta della Baia delle razze, una mini-laguna in cui sono fedelmente riprodotti i fondali sabbiosi dell’Adriatico e che ospita molte specie di pesci e invertebrati: Aquile di mare, Anemoni, Stelle marine, Paguri, Gamberetti…
Tutto questo in fondo è parte di un gioco. A parteciparvi sono i visitatori, che spesso sorridono imbarazzati quando si accorgono di aver detto qualcosa di non proprio corretto e i dipendenti che, con il loro sonar professionale, captano qualunque input fornito, volontariamente e non, per tararsi e migliorarsi continuamente.
Per le maglie verdi è un classico cogliere lo stupore sul viso degli ospiti durante il volo dei rapaci che sfrecciano a pochi cm dalle loro teste, assaporare l’emozione di grandi e piccini di fronte allo spettacolo dei delfini che con i loro salti e le loro danze arrivano dritti al cuore.
I visitatori ti colpiscono.
A volte per la loro ingenua curiosità, altre per la sete di conoscenza.
Dunque, alcuni entrano pensando che Mary G. sia una Balena e tornano a casa sapendo che si tratta di un Grampo.
Arrivano pensando al Parco come un posto di puro intrattenimento e si accorgono che invece è un mix perfetto tra conoscenza, tutela degli animali e divertimento.
Rendersi conto di aver fatto felice un bambino, vedere adulti ancora in grado di meravigliarsi come ragazzini di fronte allo spettacolo della Natura ti ripaga di tutti gli sforzi compiuti durante una giornata di lavoro e ti fa tornare a casa pieno di soddisfazione . Questa è la gratificazione più grande per noi maglie verdi !
Roberto Vandi ……mordi e fuggi
Beep beep
L’impossibilità di sfrecciare con il suo monopattino “2000 Turbo” a causa della pioggia torrenziale (per noi provvidenziale!) è stata l’occasione d’oro per sottrarre a Roberto Vandi, Responsabile del Food a Oltremare e Aquafan, 10 minuti del suo tempo.
Già...perchè Roberto inizia la sua giornata di lavoro intorno alle 8.30-9.00 e la conclude (se gli va bene!) dodici ore dopo (“come minimo” precisa) senza molte soste. “C’è sempre qualcosa da fare, sei a ¾ di una cosa e te ne arrivano altre 10”.
Scarico fornitori, registro incassi della giornata precedente, organizzazione dei punti di ristoro, rifornimenti, dalle 12.00 alle 15.00 il servizio (dichiara “il 99% delle volte sono in supporto a “CAPPERI” a preparare pizza o patatine”): non c’è mai tregua!
Quindi…il monopattino è diventato parte “integrante” di Roberto: “mi aiuta a muovermi più in fretta e arrivare prima quando si presentano dei problemi (un computer che non funziona, una spina rotta…)”.
Ciononostante il “Valentino Rossi delle due ruote elettriche” riesce a perdere 10 Kg nei mesi di apertura del Parco (“5 solo nel primo mese e mezzo”) schizzando a destra e a sinistra tra i ben e sottolineiamo ben 21 punti di ristoro che si trova a gestire tra Oltremare (10+2 mobili) e Aquafan (11+1 mobile)!
Un campo, quello del Food, che Roberto ha sempre avuto nel cuore; prima di essere assunto a Oltremare era, infatti, Direttore di una catena di ristoranti della zona.
Il passaggio non è comunque stato semplice “ho dovuto convertire la mia testa da una ristorazione curata a una ristorazione veloce”.
Roberto ha in ogni caso portato la sua intensa esperienza e la sua passione per la cucina anche a Oltremare: un esempio? La sfiziosa Piadina Golosa (crudo, insalatina, pomodoro e mozzarella) che trovate al Parco è una sua “creatura”!
Seduto (per una volta tanto!) sulla sedia nel nostro ufficio, scatta fotografie con il cellulare e mentre continua il suo racconto si gode un rarissimo attimo di relax “lavoro 7 giorni su 7, solitamente mangio dove mi capita, non prima delle 15.30 e (ironia delle ironie!) mangio quello che trovo nei punti di ristoro che organizzo”.
I piatti che vanno per la maggiore? “Pizza, piadine e fritto di pesce ” (golosoni, ma autarchici!).
Insomma…un uomo super impegnato, che, nonostante i numerosi momenti di tensione, soprattutto nei giorni di picco del Parco dove si trova a gestire fino a 55 ragazzi solo in Oltremare, non si lascia mancare un simpatico sorriso.
Alla domanda “cosa pensano i tuoi ragazzi di te?” la risposta è coincisa e indolore “chiedilo a loro”, ma si lascia sfuggire un ringraziamento speciale per il mitico Lino, il suo più che “braccio destro”!
Bene…questo è Roberto: capello gellato, pantaloni beige, camicia azzurra (divisa di Oltremare), viso simpatico, tanta tenacia, tanta pazienza e…scarpe da ginnastica di rigore, perché, se manca il suo monopattino, in una settimana (con i chilometri che fa) ne riesce a bruciare addirittura un paio!
SULLE ALI DELLA PASSIONE
Ilaria Chiara Colombo si racconta.
“…e sotto l’elsa in lettere d’oro erano scritte queste parole: chiunque estrarrà la spada da questa roccia e da questa incudine, sarà di diritto re d’Inghilterra…”
Questa è una storia di cavalieri, maghi e battaglie e, apparentemente, poco c’entra con la nostra Ilaria, falconiere del Mulino del Gufo di Oltremare.
Parlando con lei, invece, scopro che la sua passione per i rapaci ha origini lontane e leggendarie; non siamo in Inghilterra, dove è ambientata la storia di Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, ma in Italia in provincia di Siena.
“Nel 1996 ero in vacanza a San Galgano dove c’è un’abbazia famosa perché all’interno si trova una spada infissa in una roccia nel 1180 dal Santo sull’Eremo di Montesiepi. Alloggiavo in un agriturismo di fronte alla chiesa e lì una mattina ho visto un uomo che camminava con un falco al pugno”.
Era Guglielmo, attuale Curatore dei rapaci di Oltremare. Da quel momento sboccia l’amore di Ilaria per questo mondo fatto di natura e di passione.
“In fondo l’avevo già dentro. Vedere quel posto e quell’uomo a contatto con degli animali così particolari ha soltanto risvegliato in me una sensazione addormentata.”
Milanese, abituata alle comodità e alla frenesia di una vita metropolitana Ilaria torna comunque a casa dove per quattro anni pensa e ripensa a quell’incontro.
Nel 2001 prende definitivamente la decisione di tornare in quei posti e inizia a seguire un programma di volontariato per l’AICAV (Accademia Italiana dei Cavalieri d’Alto Volo).
Nasce l’amore per gli animali e l’esperienza cresce rapidamente: ”Dal febbraio 2001 al giugno dello stesso anno avevo già allevato 30 uova in incubatrice”
Ed eccoli qui, Ilaria e Guglielmo ad Oltremare a gestire tantissimi animali: Gufi, Civette, Barbagianni, Poiane, Falconi ecc…
Al loro fianco, c’è una squadra davvero in gamba, composta tra gli altri da Marco, Stefano e dal giovanissimo Giovanni.
Ci sono davvero schillioni di cose da fare: nel primo mattino fino a quando il caldo non diventa troppo intenso si posizionano i rapaci al sole e per il bagno, si pulisce, si prepara il cibo. Il Logoro, strumento utilizzato per simulare una preda viva, deve essere quello giusto: i falchi hanno delle preferenze! I guanti puliti a dovere e le borse riempite di pezzetti di carne che serviranno come premi al termine di ogni simulazione di volo.
Lo spettacolo “Il Volo dei Rapaci”, che ha inizio presso Il Mulino del Gufo, è un importante appuntamento del Parco e lascia tutti i visitatori a bocca aperta.
Viper, un Falco pellegrino, si lancia in meravigliose picchiate in mezzo ai visitatori che si lasciano sfuggire esclamazioni di stupore e sorpresa, le Poiane di Harris con irriverenza, “rubano” i cappellini di alcuni spettatori, Gobelin, maestoso Gufo reale, contribuisce a creare un’atmosfera magica e surreale.
La sera al contrario, tutto è avvolto nel mistero.
Il ”Volo dei Rapaci” cambia scenografia e si sposta presso la suggestiva ambientazione della Fattoria: una voce narrante, tra leggende e magia, accompagna le dimostrazioni di volo di splendidi rapaci notturni.
Ilaria è immersa in un mondo che è ormai la sua vita e la sua passione.
Gli occhietti vispi e indagatori si accendono quando parla dei “suoi” animali.
“Il fascino risiede nella capacità e allo stesso tempo nella difficoltà di creare un rapporto con i rapaci. Sono animali istintivi, senza regole apparenti, non ci si può mai adagiare. Bisogna essere sempre al cento per cento: sono intelligenti e complessi e non puoi permetterti di non usare la testa”
E’ molto coinvolgente parlare di queste emozioni.
Ogni tanto anche Guglielmo si inserisce nella conversazione (anche in lui noto l’esigenza di raccontare l’universo dei rapaci). Mi dice che ad Oltremare il suo compito è di mediare tra animali diversi e territoriali che però vivono insieme: “devono imparare a rispettarsi”. Inoltre vicino al Mulino si trova il Delta, popolato da altri volatili come anatre, codoni, cigni. “Questo”, spiega, “è un paradiso per i rapaci, ma è anche un percorso del Parco Oltremare e non possiamo permettere agli animali di cacciare gli abitanti del Delta. Insomma: è un continuo mediare .”
Tornando a Ilaria: Dove ti porterà questa passione?
"Il mio obiettivo è rendere il favore"
In che senso, scusa?
"Loro, i rapaci, hanno fatto tanto per me. Mi hanno risvegliato da un torpore che mi vedeva immersa in una Milano opprimente. Allora anch’io voglio fare qualcosa per loro. Mi sono iscritta all’università alla facoltà di Scienze Naturali e un giorno aprirò
un centro di recupero basato sulla falconeria"
Basato sulla falconeria….sarebbe diverso dagli altri?
“Certamente. Spesso i centri già esistenti recuperano gli animali ma pensano di non dover entrare troppo in contatto con loro per non “snaturalizzarli. Allora succede che un falco rimane per mesi in degenza ma poi quando torna in libertà ha perso la muscolatura e non riesce più a fare il suo lavoro di predatore .”
Insomma il tuo centro sarebbe una specie di “palestra”
“Palestra mi piace. Beh a parte gli scherzi, sarebbe un modo per far continuare gli animali a cacciare nonostante debbano rimanere in osservazione.”
Bene. Avremmo tantissime altre cose da dirci ma per il momento chiudiamo con un grande in bocca al lupo o al falco, come ritenete opportuno, e speriamo che le persone siano sempre in grado di sognare.
Claudia Di Mecola e lo staff……Addestratori!
E’minuta “Claudina” Di Mecola, una delle “veterane” dello staff “Addestratori di Delfini” del Parco Oltremare.
Timida e solare al tempo stesso; “Nooo…mi vergogno a essere intervistata…..” Alla fine però ha accettato.
Dietro ai suoi occhi, alla pettinatura scomposta e ai capelli “biondissimi” scopro un mondo interessante.
Dieci minuti prima dello show delle 11.40 riesco a intrappolarla nella saletta Addestratori. Mentre scrive i “daily report” sui Delfini (chiamati dagli Addestratori “i libri”) mi faccio raccontare qualcosa sulla sua vita e il suo lavoro.
Argentina, nata a San Clemente nei pressi di Buenos Aires, è approdata in Italia circa sei anni fa.
E prima? Dov’eri? Cosa facevi?
“La mia prima passione: guidare l’acquascooter. Lavoravo per Mundo Marino, un parco in Argentina e mi esibivo in uno spettacolo con le moto d’acqua dove una storia sui pirati faceva da sfondo alle nostre evoluzioni.”
Beh a vederti ora, nuotare tra i Delfini, mi sembra strano immaginarti come un “centauro delle onde”.
E i Delfini?
“Si, apparentemente non c’entrano niente. Infatti, all’inizio gli animali non mi interessavano affatto.”
No, no, un momento. Ho sbagliato persona? Ma se adesso i Delfini sono la tua vita!
“Che impaziente! Certo che sono la mia vita, ma ho cominciato gradualmente ad innamorarmi di loro. Il primo approccio è stato quello di avvicinarmi alle Otarie.”
Ecco! Non si sa tantissimo sulle Otarie. Cosa ci dici?
“Sono meravigliose. Divertenti e goffe, con una camminata ridicola, ma tanto tenere e sensibili.
Lavorare con loro è più facile da una parte e più difficile dall’altra, rispetto a quando ti occupi di Delfini. Diciamo, per semplificare, che con le otarie c’è una chiara differenza tra “SI” e “NO” e si usano segnali più semplici, con i delfini esistono anche i “Forse”, “Puoi fare meglio” ecc….”
Queste sono piccole annotazioni tecniche che lasciano intravedere una grande preparazione professionale di Claudia: è, infatti, una dei supervisori della squadra degli Addestratori di Oltremare.
Sono curioso di sapere di più sullo spettacolo con le Otarie e la vita tra i Delfini in Argentina.
“Lo spettacolo con le Otarie era uno spasso. Ogni due anni il tema dello show veniva sovvertito; all’inizio i contenuti si basavano sulla Storia del Cinema. Inutile dire che la parte di Charlie Chaplin era affidata a un’Otaria che non faceva fatica a imitare la classica camminata con i piedi “alle dieci e dieci” del famoso attore-regista. Io ballavo il Charleston vestita a tema e contemporaneamente facevo l’Addestratrice!”
Tu che balli il charleston….anche qui sono un po’ perplesso (scoppiamo entrambi in una risata dalla quale ci riprendiamo dopo 5 minuti)!
Continua il suo racconto nel quale comincia a parlare dell’incontro con i Delfini.
Si legge una passione sconfinata e, quando comincia a raccontarmi del suo rapporto con loro, diventa serena e anche la voce si fa più calma e tranquilla .
“Li ho sempre avuti vicino, ma non mi ero mai accorta di quanto fossero speciali. Passo dopo passo ho cominciato ad avere un contatto con loro. Adesso sono circa dieci anni che ho scelto di dedicarmi all’addestramento. I Delfini con i quali lavoravo in Argentina erano più grandi rispetto a quelli della Laguna di Oltremare. Si andava poco in acqua con loro, lo show si basava principalmente sui salti.”
E adesso eccoti qui, in Italia, dove vivi da sei anni. Una tua giornata tipo?
“Allora…cominci presto al mattino. Prima c’è il pesce da scongelare e da selezionare per i dodici Delfini e per Mary G., la nostra cucciolina di Grampo. Siamo tutti super indaffarati, sembriamo in un film comico, dove tutti si muovono “velocissimamente”…..manca solo una musichetta tipo “Le comiche”.
Poi, appena pronto il pesce, ci prepariamo per la prima sessione medica: si controlla lo stato di salute dei Delfini… la pelle, il respiro ecc….”
Scopro così che la giornata di un addestratore è un continuo movimento: ci sono tre spettacoli al giorno da preparare e il programma “Addestratore per un giorno”, oltre alla cucina da lavare e disinfettare e…altri bilioni di attività da svolgere.
Claudia o meglio Clau (come la chiamano tutti) hai avuto la possibilità di fare diverse esperienze, hai un sogno, qualcosa che vorresti realizzare in futuro?
“Mi piacerebbe prendere una valigia e partire in giro per il mondo. Penso che ci siano tantissimi posti da visitare, culture da conoscere e cibi insoliti da assaggiare. Se potessi vivrei in viaggio.”
Beh..a chi non piacerebbe! Ma come la mettiamo con i Delfini?
“Io infatti ho detto che mi piacerebbe, ho usato il condizionale. Per quanto riguarda loro, i Delfini, sarei curiosa di incontrare altri Grampi. L’esperienza con Mary G. mi ha toccato molto e mi ha insegnato che non si smette mai di imparare. Ha un carattere delizioso, adora le coccole, è sveglia e apprende tutto velocemente. Chissà se questo dipende totalmente dalla sua specie, oppure fa parte del carattere individuale. Vorrei saperne di più.”
Come sempre noi speriamo che i sogni dei nostri “intervistati” si realizzino.
Saluto Clau e visto che si tratta di una delle responsabili della squadra potrà capitarvi spesso di sentire alla fine dello spettacolo dei Delfini: “Un applauso per Claudia di Mecola e lo staff….addestratoriiiiii!!”
CIAO…OPS…”ATTENZIONE PREGO”
Rita Tornari si racconta
“Rita…posso venire a farti un’intervista?”
“Certo…ma vieni alla mia scrivania, così se suona il telefono posso rispondere”. (Non stacca mai!!!).
Sorridente, forse anche un po’ emozionata, Rita Tornari, Responsabile della Segreteria, mi accompagna alla sua postazione di lavoro: una scrivania sovrastata da migliaia di carte, un computer e un telefono da far invidia alla NASA.
E’ dalle 8.30 che è arrivata a Oltremare; primi passi: aprire la porta e avviare le comunicazioni. “Il nostro ufficio” mi svela “è il punto di collegamento tra i vari settori: se qualcuno ha un problema e non sa a chi rivolgersi noi sembriamo essere la soluzione!”

Rita è un po’ la madrina del Parco, “l’ho visto nascere” mi dichiara con un soffio di eccitazione…già, perché la nostra Rita ha iniziato come segretaria al cantiere, quando Oltremare era ancora solo sulla carta!
Mi racconta che cercavano qualcuno da assumere che conoscesse l’inglese e con un curriculum come il suo non potevano certo lasciarsela scappare: 1 anno negli Stati Uniti, 2 anni a Londra e 1 in Australia…italiana o anglosassone? Difficile rispondere se la sentite pronunciare le parole “Attention please…We would like to inform our visitors that…”
Ecco svelato un altro “segreto”: la vocina che aleggia per i percorsi di Oltremare richiamando l’attenzione dei visitatori e annunciando gli orari degli spettacoli è la sua (non a caso per la maggior parte delle persone dello staff di Oltremare il saluto da rivolgere a Rita non è il classico “Buongiorno”, ma “Attenzione prego..”, pronunciato con il giusto tono!).
Da segretaria al cantiere del Parco a Responsabile della Segreteria: Rita ha realizzato un sogno! “La passione per i Parchi ce l’ho da quando ero bambina e ora lavoro nel Parco che per me è il più bello d’Italia”.
Non c’è che dire…nonostante il lavoro di Rita non sia semplice, perché “faccio 2000 piccole cose insieme”, lei è pienamente orgogliosa di essere a Oltremare e si sente parte di esso “per me questa è una grande famiglia”.

La giornata di Rita si snoda tra “drin drin”, “c’è posta per te”, “bip bip” del computer e del fax: rispondere al telefono e avere la pazienza di ascoltare ogni minuto richieste di informazioni che vanno dal normale, al bizzarro, allo stranissimo; smistare fax tra tutti gli uffici; leggere e rispondere alle e-mail…grinta, passione e tanta buona volontà permettono a Rita di districarsi ogni giorno nel magma delle telecomunicazioni!
Una delle più grandi soddisfazioni che Rita ha ricevuto dal suo lavoro è stata l’organizzazione del convegno per l’EAAM (European Association for Aquatic Mammals)…iscrizioni, modulistica, feste…Rita ha gestito tutto alla perfezione, tanto da ricevere (e ce ne vantiamo!) anche i complimenti dal Presidente dell’EAAM!
E ora…le faccio una domanda davvero difficile “Parlami di te (come persona intendo)”…l’arrivo di una sua collega, Milena, che ci offre del Pane Guttiau, le da il tempo di pensare (e poi a stomaco pieno si ragiona meglio!). “Socievole, un po’ lunatica, mi piace il contatto con la gente (e ci crediamo altrimenti come poteva continuare un lavoro come il suo!) e amo viaggiare”.
Un amore che Rita porterà avanti dopo il suo prossimo matrimonio, concedendosi una pausa, che farà invidia al mondo intero: 5 mesi in Australia! Una donna dalle mille risorse! A noi non resta che farle gli auguri e che si goda l’altro capo del mondo alla nostra faccia!
Un’ultima battuta prima concludere: ho chiesto alle colleghe di Rita, Milena e Daniela, di parlarmi di lei. “Ci fa da mamma, ci sgrida, ma ci dà anche buoni consigli…ci ha insegnato il lavoro…e poi quando usciamo la sera possiamo anche fare tardi, tanto non si arrabbia!”
Dunque ricordate: quando telefonate a Oltremare e vi sentite rispondere “Oltremare, buongiorno, sono Rita” è lei…allora pensate alla sua giornata che non le concede tregua, pensate che dopo la vostra telefonata ne riceverà altre 10.000, pensate che la sua casella di posta elettronica è talmente piena che al mattino quando lei la apre la casella digerisce, pensate che ha gli orari da organizzare e…quindi non dimenticate di essere cortesi e salutatela con il giusto tono “Attenzione prego…”!
“BARBIE” E ULISSE: LA STRANA COPPIA!
Alta, bionda e…tenace: Barbara (per noi “Barbie”, data una certa somiglianza con la bambola che fa sognare grandi e piccini) Migani, Responsabile del Merchandising di Oltremare, seduta nel nostro ufficio si racconta.
Era il 1998 quando, neolaureata in Scienze della Mediazione Linguistica, Barbara fece un colloquio a Aquafan. Assunta per la stagione come centralinista, il suo progetto era di partire, finita l’estate e godersi un po’ di meritato riposo dopo gli studi…bene…l’aereo l’ha preso (per una meta invidiabile!!!!), ma sempre per lavoro!
“Sono stata chiamata dalla Disney per un internship di un anno nel Parco a Orlando (Florida)”. Un anno che si è tramutato in 5…Barbara negli States ha vissuto non solo un’esperienza di vita e professionale interessante e istruttiva, ma ha anche trovato l’amore. Inizialmente si occupava di merchandising, poi di convention e è riuscita, così, ad accumulare una formazione che ancora oggi la aiuta nelle sue scelte e che le ha permesso di tornare in Italia e essere “ricercata” da Oltremare in qualità di Responsabile. “Tornare alla realtà italiana ha richiesto una grande capacità di riadattamento”, ma lei ce l’ha fatta benissimo!
Ha il sorriso sulle labbra quando parla del suo lavoro, di cui è molto soddisfatta e capisco subito che mette passione in quello che fa “ho un buon rapporto con capi e colleghi, siamo una squadra che opera con lo stesso scopo: il bene del Parco”.
Merchandising, divise del Parco, progetti legati al merchandising come gli sponsor, ogni sua giornata lavorativa è diversa dalle altre e impegnativa.
L’esperienza vissuta negli Stati Uniti Barbara non l’ha dimenticata e la mette quotidianamente in pratica: lavoro di squadra, l’importanza di stare nell’operatività del settore di cui ci si occupa, il ruolo fondamentale dell’accoglienza sono solo alcuni dei concetti che Barbara mi trasmette in questa veloce intervista.
“Con Federica e Sara (i suoi preziosissimi bracci destri) facciamo una bella squadra: dove non arrivo io, arrivano loro, ci completiamo”, semplice e disposta alla collaborazione e all’ascolto, questa è Barbara.
“Oltre al lavoro d’ufficio è importante stare nei negozi per rendersi conto delle sensazioni dei visitatori e raccogliere i loro commenti”, stando nei negozi Barbara vede ciò che manca, ciò che piace e impara a migliorare l’offerta: è un apprendere costante, soprattutto prestando attenzione ai feed-back degli ospiti di Oltremare; “loro mi danno molti spunti, da cui cerco di far nascere delle linee di prodotti”, l’ultima idea? Una linea di cucina. “I bambini chiedono presine personalizzate Oltremare da regalare alle mamme” e il lavoro di Barbara e la sua “squadra” sarà non solo realizzare il singolo prodotto richiesto, ma anche un contorno che lo valorizzi e completi.
“E’ bello alzarsi la mattina e avere voglia di venire al lavoro”…la soddisfazione più grande la nostra “Barbie” ce l’ha quando i bambini, comprato il peluche del famoso Ulisse, Delfino curioso, lo stringono forte, forte e lo chiamano per nome!
Soddisfazione che deriva anche dal fatto che è stata Barbara a premere per avere una mascotte commerciale e a seguito del successo dello spot Dufour il gioco era fatto: Ulisse, la “star” di Oltremare.
Le idee geniali sono infinite da elencare: una simpatica? Ulisse ha la fidanzata, Cleo, divenuta anche un pelouchino rosa che fa compagnia all’azzurro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Barbara mi “lancia” altri segreti preziosi del suo lavoro: l’importanza delle attività di co-marketing, con l’esempio di Carioca che ha realizzato una scatola di colori a spirito personalizzata Oltremare e venduta su territorio nazionale e il fatto che gli acquisti vengono normalmente fatti a fine giornata quando l’impulso segue l’emozione, così bisogna sempre essere pronti e carichi fino all’ultimo!
Creativa, sempre attenta, preparata professionalmente Barbara è una persona che, come si suol dire, “sa il fatto suo”: questo le permette di giostrarsi ogni giorno nella gestione di 5 negozi; 4 legati alle tematiche di Oltremare e 1 molto particolare, “Semi diversi”, che ruota intono al tema della biodiversità e è nato a seguito di una ricerca della Scuola del loisir, che metteva in evidenza come oggi i gruppi non sono più tanto gruppi di lavoro, ma nascono sulla base degli hobby. Oltremare ha, così, pensato a un negozio che vendesse semi, soprattutto in via di estinzione (per gli appassionati) e lo ha reso un’attrazione in sé e per sé.
Quindi visitatori tutti ricordate che nel piccolo gadget che portate a casa da Oltremare c’è anche un po’ di Barbie, ops Barbara!
