La storia di Mary G.
Mary G. è un delfino appartenente alla specie Grampus griseus ospitato nella laguna di Oltremare dal 20 agosto del 2005. La sua storia è iniziata pochi mesi prima ed in particolare il 18 giugno 2005, quando seguendo la madre, è entrata nel porto di Ancona. La mamma aveva problemi di salute e la Fondazione Cetacea Onlus si è subito attivata per prestare soccorso ad entrambe.
L’ospedalizzazione dei due esemplari è stata fatta inizialmente presso l’ex Delphinarium di Riccione. Dopo poche ore dal recupero una crisi cardiorespiratoria è risultata fatale alla femmina adulta. La necroscopia, eseguita presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova, ha rivelato una massiccia presenza di parassiti, oltre ad altre patologie del tratto cardio-respiratorio.
Alla cucciola, rimasta orfana, è stato dato il nome di Mary G, dove G. sta per Grampo.
Nei mesi successivi veterinari, biologi, addestratori ma soprattutto tantissimi volontari, si sono alternati per curarla, coccolarla e per somministrarle litri e litri di latte artificiale, unico alimento con il quale si poteva nutrirla. Il latte somministrato a Mary era costituito da un frullato fatto di latte artificiale ad uso veterinario prodotto negli Stati Uniti, di aringhe e di diversi integratori.
Dato che in questa prima fase di recupero Mary era completamente sola in vasca, è stato studiato per lei dai biologi, veterinari ed addestratori un apposito programma di attività motoria e di interazione per stimolare le funzioni digestive e per compensare la mancanza di relazioni sociali tipiche della specie in mare.
Il 20 agosto la cucciola è stata trasferita presso le vasche della laguna del Parco Oltremare. Nel dicembre 2005, finalmente è stato completato lo svezzamento e Mary ha cominciato a nutrirsi quasi esclusivamente di calamari, così come normalmente avviene per i delfini della sua specie in natura; ad oggi ne consuma più di 15 Kg al giorno.
Da quel momento in avanti, la crescita di Mary è stata sorprendente, sia dal punto di vista fisico che sociale; nella laguna di Oltremare, infatti, ha trovato una nuova sistemazione e la compagnia di altri delfini (fatto molto positivo se si tiene conto della forte socialità di tutti i cetacei e del fatto che non è raro in natura vedere specie diverse di cetacei che collaborano, magari per la caccia).
Dal 2006 si era capito, anche grazie al parere di un gruppo internazionale di esperti (EAAM – European Association for Aquatic Mammals) che si sono riuniti a Riccione per esaminarne il caso, che Mary non sarebbe potuta tornare in mare; la perdita prematura della madre le aveva infatti impedito di acquisire le nozioni necessarie per una vita autonoma.
Mary è stata parte integrante della comunità di delfini che vivono al Parco Oltremare e ha rappresentato, fino al giorno in cui ci ha lasciato, un’importantissima opportunità di studio: il grampo è una specie della quale si hanno pochissime conoscenze; poter studiare questo esemplare è stato di grande aiuto per la conservazione della specie.





