mulino del gufo 1 300x199 Al Mulino del Gufo di Oltremare, tante novità e sorprese con gli uccelli rapaci.

Il segreto che unisce i rapaci ai falconieri di Oltremare è la fiducia. Gli addestratori hanno intrecciato un rapporto di rispetto e di profonda conoscenza con questi animali selvatici. Insieme danno vita agli emozionanti spettacoli che si svolgono al Mulino del Gufo: un’area dedicata ad ospitare, nutrire e addestrare i 60 rapaci di Oltremare, appartenenti alle seguenti specie:

* Barbagianni (Tyto alba)
* Gufo reale (Bubo bubo)
* Civetta delle nevi (Nyctea scandiaca)
* Poiana comune (Buteo buteo)
* Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus)
* Falco lanario (Biarmicus feldeggi)
* Falco pellegrino (Falco peregrinus)
* Falco sacro (Falco cherrug)
* Aquila delle steppe (Aquila nipalensis)
* Aquila urlatrice (Haliaeetus vocifer)
* Aquila di mare europea (Haliaeetus albicilla)
* Aquila del Bonelli (Hieraëtus fasciatus)
* Avvoltoio testa bianca (Trygonoceps occipitalis)
* Avvoltoio dal berretto (Necrosirtes monachus)

Eccone alcuni:

Viper è un Falco pellegrino campione di velocità e di astuzia. Generalmente è lui ad aprire lo spettacolo: la sua specialità sono i passaggi al logoro (si tratta di uno strumento per simulare una caccia vera). In natura il Falco pellegrino può arrivare a raggiungere anche i 350 km orari di velocità nelle picchiate. E’ in assoluto l’animale più veloce al mondo.
Half è uno splendido esemplare di Aquila delle steppe. La scorsa stagione, qualcuno di voi l’avrà visto svolazzare in mezzo al pubblico e intorno al mulino quando ancora era un cucciolo! Ora è diventato un asso del volo e farà il suo debutto ufficiale nello spettacolo della prossima stagione!
Hazel e Hail (soprannominate rispettivamente la Bionda e la Mora x la colorazione delle penne) sono le due fantastiche Poiane di Harris nate al Mulino la scorsa Primavera: stanno ’scaldando’ le ali per la prossima stagione!

Dopo le poianine e il piccolo d’aquila nati la scorsa stagione quali sorprese ci riserverà il Mulino del Gufo?
Come ogni anno, ci saranno delle grandi novità! Venite a scoprirle al parco Oltremare“.

mulino del gufo Al Mulino del Gufo di Oltremare, tante novità e sorprese con gli uccelli rapaci.Come si diventa addestratori ed esperti nell’antica arte della falconeria?
Contrariamente a quanto avveniva in passato, la falconeria non è più prerogativa di una determinata classe sociale. I requisiti richiesti sono il rispetto dell’animale, un’accurata conoscenza delle sue esigenze, una profonda passione radicata nella coscienza e un grande spirito di sacrificio.
L’essenza dell’addestramento sta nell’avvicinamento tra uomo e rapace, si basa su fiducia e amicizia. Nulla viene insegnato all’animale che non sarebbe già in grado di fare in natura. L’addestratore si avvale di strumenti che simulano prede reali. Solo l’abilità dei falconieri e l’amicizia tra loro e i rapaci può trattenere questi imprevedibili volatili dalla fuga
“.

La Falconeria è un’arte antichissima. Le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. e provengono da un’area dell’Asia Centrale compresa tra Cina e Mongolia.

Essa nacque come arte per cacciare animali per mezzo di uccelli rapaci, per il sostentamento dell’uomo. In principio vennero usati rapaci appartenenti alla famiglia degli Accipitridae, come sparvieri ed astori. Molto aggressivi, questi uccelli erano ideali per fare carniere in quanto potevano essere più volte lanciati sulle prede nell’arco di una giornata. I voli erano generalmente corti e non distanti dal terreno, motivo per il quale questa falconeria viene chiamata ancora oggi “di basso volo”. Le prede potevano variare dai piccoli mammiferi come conigli e lepri, agli uccelli come pernici, fagiani, anatre o addirittura oche.

Successivamente quest’arte arrivò in Europa attraverso due vie principali: una dall’Asia attraverso il nord Europa e l’altra attraverso l’India, il Medio Oriente e quindi il Mediterraneo. In ambedue i casi è sempre la tecnica del “basso volo” che viene trasmessa.

Soltanto nel Medioevo la falconeria si evolse nella magnifica arte “dell’alto volo” grazie all’introduzione dei falconi, cioè uccelli appartenenti alla famiglia dei Falconidae, come predatori. Questi rapaci possono raggiungere considerevoli altezze in volo e straordinarie velocità nelle picchiate (più di 300 km orari).

Figura di grande importanza in quel periodo, fu Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero (1194-1250); egli scrisse uno dei migliori trattati di falconeria: il “De Arti Venandi Cum Avibus”. L’importanza di questo libro é tuttora molto elevata.

Con l’introduzione della tecnica “dell’alto volo” cambiò anche la filosofia della falconeria, dove la realizzazione del carniere diventò secondaria rispetto alla bellezza del volo, all’ardimento e al coraggio del falcone. Nel Medioevo e nel Rinascimento la falconeria ebbe, nella vita delle casate più illustri, un’importanza quale oggi sarebbe difficile da immaginare, poiché niente vi è di simile nei nostri costumi moderni.

Oggi la Falconeria non è più prerogativa di una determinata classe sociale. Come ci insegnano i Maestri Falconieri di Oltremare, l’unico requisito è il rispetto dell’animale e una accurata conoscenza delle sue esigenze nonché una profonda passione radicata nella coscienza. L’essenza dell’addestramento risiede nell’avvicinamento tra uomo e rapace per cui si basa su fiducia e amicizia.

Nulla viene insegnato all’animale che non sarebbe già in grado di fare in natura; è necessario fare in modo di essere per lui più interessanti di ciò che lo circonda e questo viene fatto con l’aiuto di strumenti che simulano delle prede reali. Solo l’abilità dei falconieri e l’amicizia tra loro e i rapaci può trattenere questi imprevedibili volatori dall’andare via. Un filo invisibile pare esista, che lega falconi e falconieri. Il filo invisibile può spezzarsi in qualsiasi momento, basta una mossa sbagliata, un rumore strano, un colpo di vento forte e l’incantesimo svanisce.

Questi animali sono e rimangono selvatici, pronti a scappare al minimo segno di pericolo. Lo straordinario di quest’arte è appunto riuscire a dialogare con degli uccelli che sono emblematicamente tra i più selvatici e liberi del pianeta.