La Falconeria è un’arte antichissima. Le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. e provengono da un’area dell’Asia Centrale compresa tra Cina e Mongolia.
Essa nacque come arte per cacciare animali per mezzo di uccelli rapaci, per il sostentamento dell’uomo. In principio vennero usati rapaci appartenenti alla famiglia degli Accipitridae, come sparvieri ed astori. Molto aggressivi, questi uccelli erano ideali per fare carniere in quanto potevano essere più volte lanciati sulle prede nell’arco di una giornata. I voli erano generalmente corti e non distanti dal terreno, motivo per il quale questa falconeria viene chiamata ancora oggi “di basso volo”. Le prede potevano variare dai piccoli mammiferi come conigli e lepri, agli uccelli come pernici, fagiani, anatre o addirittura oche.
Successivamente quest’arte arrivò in Europa attraverso due vie principali: una dall’Asia attraverso il nord Europa e l’altra attraverso l’India, il Medio Oriente e quindi il Mediterraneo. In ambedue i casi è sempre la tecnica del “basso volo” che viene trasmessa.
Soltanto nel Medioevo la falconeria si evolse nella magnifica arte “dell’alto volo” grazie all’introduzione dei falconi, cioè uccelli appartenenti alla famiglia dei Falconidae, come predatori. Questi rapaci possono raggiungere considerevoli altezze in volo e straordinarie velocità nelle picchiate (più di 300 km orari).
Figura di grande importanza in quel periodo, fu Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero (1194-1250); egli scrisse uno dei migliori trattati di falconeria: il “De Arti Venandi Cum Avibus”. L’importanza di questo libro é tuttora molto elevata.
Con l’introduzione della tecnica “dell’alto volo” cambiò anche la filosofia della falconeria, dove la realizzazione del carniere diventò secondaria rispetto alla bellezza del volo, all’ardimento e al coraggio del falcone. Nel Medioevo e nel Rinascimento la falconeria ebbe, nella vita delle casate più illustri, un’importanza quale oggi sarebbe difficile da immaginare, poiché niente vi è di simile nei nostri costumi moderni.
Oggi la Falconeria non è più prerogativa di una determinata classe sociale. Come ci insegnano i Maestri Falconieri di Oltremare, l’unico requisito è il rispetto dell’animale e una accurata conoscenza delle sue esigenze nonché una profonda passione radicata nella coscienza. L’essenza dell’addestramento risiede nell’avvicinamento tra uomo e rapace per cui si basa su fiducia e amicizia.
Nulla viene insegnato all’animale che non sarebbe già in grado di fare in natura; è necessario fare in modo di essere per lui più interessanti di ciò che lo circonda e questo viene fatto con l’aiuto di strumenti che simulano delle prede reali. Solo l’abilità dei falconieri e l’amicizia tra loro e i rapaci può trattenere questi imprevedibili volatori dall’andare via. Un filo invisibile pare esista, che lega falconi e falconieri. Il filo invisibile può spezzarsi in qualsiasi momento, basta una mossa sbagliata, un rumore strano, un colpo di vento forte e l’incantesimo svanisce.
Questi animali sono e rimangono selvatici, pronti a scappare al minimo segno di pericolo. Lo straordinario di quest’arte è appunto riuscire a dialogare con degli uccelli che sono emblematicamente tra i più selvatici e liberi del pianeta.
E’ straordinario il rapporto che si instaura tra falconiere e rapace! Ho avuto la fortuna di poter assistere più volte alla dimostrazione di volo che si svolge al parco oltremare ed ogni volta l’emozione è stata sempre più grande! Complimenti!
@dalay Alla base del nostro lavoro il rispetto per gli animali e la loro natura è sempre fondamentale. Il rapporto che si crea è essenzialmente basato sul rinforzo positivo nei confronti degli animali, che vanno sempre gratificati e incoraggiati con pazienza ed entusiasmo.